
Nella stupenda cornice del museo Diocesano di Jesi, il Circolo Culturale Jesino Massimo Ferretti è lieto di presentare al 8° edizione della rassegna Racconti di luce
Tre appuntamenti nei venerdì 6 , 13 , 20 marzo con altrettanti fotografi per conoscere le loro storie e immagini.
Serate gratuite e aperte a tutti.
Paola Rossi
Venerdì 6 Marzo ore 21.30
Luce, semplicemente.
Il viaggio fa parte della sua vita fin da giovane. Per lavoro e temperamento si sposta e risiede in diverse
città. Ama fissare in immagine l’incanto del suo sentire.
La sua ricerca fotografica è incentrata su spazi da vivere in silenzio, dove bellezza, luce e luogo e ricerca di sé diventano i temi principali. I suoi lavori sono diventati allestimenti, mostre personali e collettive.
In un viaggio vissuto i luoghi diventano allo stesso tempo tappe, soste fugaci o radici che inducono a
sentirsi a casa nel mondo. Il noto e il familiare vengono riscoperti e arricchiti come premessa
dell’incontro, della seduzione e dell’avventura.
Le cose si mostrano a noi attraverso la nostra coscienza, sono esse ad attrarci. Spetta a noi sentire
questo richiamo interiore che ci spinge ad indagare oltre la prima percezione visiva e trasformare il
nostro sentire in memoria visiva riuscendo a vedere oltre quel semplice gesto di osservatore del mondo.
Andrea Pompei
Venerdi 13 marzo ore 21.30
"La Sardegna e i riti del fuoco": Una Narrazione Fotografica
Questo evento sarà un affascinante viaggio fotografico nelle antiche e mistiche celebrazioni del fuoco in Sardegna, arricchito da tanti aneddoti. La presentazione esplora le dimensioni sacre e profane del fuoco, raffigurandolo come un potente simbolo di purificazione, forza e identità culturale. Ciò è stato realizzato attraverso una combinazione avvincente di "immagini spettacolari e racconti coinvolgenti".
Eugenio Griffoni
Venerdì 20 marzo ore 21.30
Fin dove arriveremo? Raccontare con immagini il viaggio nella grotta.
Dietro muraglie di calcare spesse centinaia di metri l'oscurità è assoluta. Il buio si fa materico. La luce compie il suo più intimo miracolo. Nella danza di questi opposti sta lo speleologo, solo, col suo spirito inquieto, attento. Dentro la montagna. Portarlo fuori non è facile, ci si prova. Rastuxor



